Tecnica, Forza, o…..?

 Tecnica, Forza, o……?

Ho pensato di scrivere questo articolo nel tentativo di rispondere alle persone che avvicinandosi alla nostra accademia mi chiedono informazioni riguardo l’importanza della forza fisica piuttosto che della tecnica, oppure cerchino delle spiegazioni del perchè un loro amico  forte e molto preparato tecnicamente sia stato sopraffatto da una persona apparentemente più debole, oppure cerchino delle rassicurazioni sul fatto che se si fossero trovati loro nelle stesse condizioni sarebbero riusciti a contrastare in maniera adeguata l’aggressione ed a uscirne illesi.
Negli esempi sopra citati  sono presenti molte variabili ma volendoli analizzare in maniera logica, razionalizzando al massimo  queste situazioni, possiamo renderci conto che ci sono alcuni fattori comuni che  influenzano in maniera determinante l’esito dell’aggressione, questi sono da prendere in considerazione dandogli ad ognuno il loro giusto valore.   Questi fattori sono:                                                                                                                                                                                                                                                 · Effetto Sorpresa .
· Determinazione Mentale ( Astuzia, Coraggio, Aggressività etc.).
· Tecnica .
· Forza  ( numero di aggressori, armi, caratteristiche fisiche etc. )
Non c’è ombra di dubbio che l’effetto  sorpresa gioca un ruolo di primaria importanza sia dal punto di vista dell’aggressore che da quello dell’aggredito. La sorpresa infatti è molto praticata da chi è abituato a vivere per strada ed arrangiarsi , una maniera efficace  per difendersi da questo tipo di aggressione è praticare una adeguata prevenzione,oggetto a cui si rimanda ad un successivo articolo, ma è anche vero che proprio grazie alla sorpresa si riesce a uscire fuori da situazioni considerate estreme, anche essendo inferiore sia dal punto di vista della forza che della tecnica. Se l’effetto sorpresa non raggiunge la giusta efficacia, ecco che entrano in gioco con forza le altre variabili. 
Affinchè si abbiano buone probabilità di uscire con il minor danno possibile da un’aggressione dovremmo essere superiori al nostro aggressore in determinazione, tecnica e forza.
Non sempre si verifica però una situazione a noi così favorevole, spesso le persone che aggrediscono possono essere disposte a tutto e non avere freni mentali ( specialmente se si trovano sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o sono presi da attacchi di ira ), spesso le aggressioni sono portate da più persone  a volte anche armate, oppure potremmo trovarci di fronte ad individui abituati  alle risse da strada o semplicemente più forti e più prestanti di noi.
Al fine di acquisire maggiori probabilità di sopravvivenza dovremmo quindi sviluppare sempre di più la Determinazione Mentale, la Tecnica e la Forza, l’ordine di scrittura non è casuale ma in ordine di importanza, personalmente se espresso in percentuale  darei i seguenti valori 40%, 30%, 30%  quindi non è sufficente essere predominanti solo in un fattore ma è necessario avere almeno la somma di due componenti affinchè possa prevalere su un aggressore. Questa specie di formula matematica potrebbe spiegare per esempio il perchè  delle persone minute riescano a mettere KO persone che pesano il doppio di loro o perchè delle persone senza un grammo di tecnica picchiano degli esperti di arti marziali.  Nei nostri allenamenti  miriamo a incrementare l’autostima e l’aggressività degli allievi oltre che sviluppare le loro potenzialità aumentando le  capacità tecniche e fisiche.

8 Commenti a “Tecnica, Forza, o…..?”

  1. La linea di pensiero che riporti in qst articolo Luca è condiviso a pieno dal sottoscritto,anzi sono dell’idea che ogni persona dovrebbe essere almeno in grado di rendersi conto di ciò che gli accade intorno perchè molte persone che s’incontrano nella nostra giornata non hanno la cognizione del mondo o delle situazioni che gli gravidano intorno(in percentuale è circa il 60/70% secondo me ed è preoccupante a livelli esagerati).Ecco perchè sono convinto e credo pienamente che ogniuno di noi dovrebbe partecipare costantemente ad un corso che sviluppi le capacità di prevenire o addirittura neutralizzare un’aggressione;perciò chiunque legga questi articoli sappia che stà leggendo delle “perle di vera e propria vita” che potranno servirsene durante tutti i giorni ed ecco la motivazione che mi ha spinto a prendere lezioni di KRAV MAGA,da una persona come te LUCA,che a mio avviso è il mmMIGLIOR MAESTRO in circolazione sia a livello tecnico che pratico.
    Esono convinto che chiunque abbia i miei stessi obbiettivi o molto simili si accorgerà e condividerà il concetto appena espresso;PERCIO’ RIPETO CIO’ CHE SPESSO DICO GRAZIE A TE LUCA CHE MI STAI CRESCENDO SOTTO QUESTI ASPETTI E GRAZIE AGLI EVENTI CHE MI HANNO PERMESSO DI INCONTRARE IMMEDIATAMENTE TE COME ISTRUTTORE!!!!!

  2. Per esperienza personale posso dire che chiunque é un potenziale aggressore…anzi i piú pericolosi sono proprio quelli dall’aspetto piú mite e tranquillo.E la peggior cosa che, a parer mio, si possa fare é di lasciar percepire all’avversario che stiamo per colpire..in quel caso si perdono a mio avviso almeno il 50% delle possibilitá di riuscita.
    Una persona che si aspetta un attacco automaticamente si mette in una condizione di difesa.
    Una persona che punta allo scontro..appena percepisce qualcosa attacca per prima.
    Bisogna quindi imparare prima a saper cogliere il momento giusto per anticipare e colpire per primi.
    E per secondo, ma non perché meno importante, avere una visione d’insieme dell’intera situazione che ci circonda.
    Tutto questo per dire che l’EFFETTO SORPRESA la maggior parte delle volte puó aiutarci a sopraffare l’avversario.

  3. Condivido pienamente tutto!!!
    Una domanda Sabato lei era al corso di KAPAP di Moshe Galisko?
    dalle foto mi pare lei, ancora complimenti!

  4. Anche sapendo che questo spazio è riservato ai commenti degli articoli, volevo ringraziarla publicamente per la consulenza che mi ha fornito, dove ha dimostrato competenza e professionalità.
    Voglio anche complimentarvi per la sua scelta di inserire uno spazio nel suo sito dedicato ai navigatori di internet mettendosi in discussione in prima persona. In un mondo virtuale dove ognuno può essere qualcun’altro, e dove ci si può nascondere facilmente è una cosa che dimostra onestà, sicurezza e maturità tecnica.
    Spero di rivederla al più presto.

  5. Grazie Adriano, i complimenti sono sempre ben accetti, però ricordo a te e ad altri che mi vogliono scrivere, che questo spazio serve per commentare gli articoli, scambiare opinioni e esperienze personali, se vuoi puoi contattarmi privatamente tramite e-mail oppure telefonandomi al n° 3403855691.

  6. Le considerazioni che rilasci riguardo a questo argomento sono molto interessanti e valide.
    Purtroppo la realtà ha variabili che in molti casi sono imprevedibili ma credo che con la pratica, l’impegno e attraverso lo studio costante si possano ottenere risultati soddisfacenti in caso di aggressione. Aggressione che, come giustamente tu fai notare, avviene quasi sempre all’improvviso.
    Forse l’aggressione non si può prevedere ma allenando anche la predisposizione mentale (determinazione) le possibilità di venirne fuori e di gestire la situazione sono certamente più elevate.

    Complimenti per gli articoli.
    Continua così.
    Domenico

  7. concordo pienamento con quanto detto nell’articolo, vorrei però focalizzare l’attenzione su un punto, la determinazione mentale non è una cosa che puo essere insegnata fino in fondo. Quello che Luca chiama determinazione mentale io lo traduco con cattiveria, inteso come l’assenza di timore nel far male all’avversario. Come giustamente ci fa notare Luca le persone che normalmente aggrediscono sono persone abituate a vivere per strada o risse, quindi la loro determinazione è sempre al 100% e non hanno paura delle conseguenze delle loro azioni, al contrario più sarà devastante il loro attacco più avranno raggiunto il loro scopo. Una persona “normale” non ha l’abitudine a questo ed è preoccupata delle conseguenze che le sue azioni hanno. Il suoperamento di questa preoccupazione non puo essere insegnato fino in fondo, per fare il salto bisogna trovarsi nella situazione di dover segleire se soccombere o sopravvivere.
    Non necessariamente deve essere in gioco la vita ma sicuramente dobbiamo trovarci nella situazione di dover difendere qualcosa a noi molto caro.
    Solo in un caso del genere la nostra determinazione mentale potrà fare il salto che serve a vincere uno scontro

  8. al contrario, se in una situazione di pericolo ci tiriamo indietro, non ci sarà preparazione ne fisica ne tecnica che serva. La sconfitta è certa

Lascia un Commento

Bad Behavior has blocked 62 access attempts in the last 7 days.