Il combattimento nel Krav Maga
Pubblicato il 26 Marzo 2009 da selfdefenseacademy.it
Il combattimento nel krav maga

La prime regole del krav maga sono: evitare di farsi del male e tutelare la propria incolumità. In pratica, fare tutto il possibile per evitare lo scontro fisico. Alcune volte, però, in situazioni estreme lo scontro fisico diventa inevitabile, allora è proprio in queste situazioni che la preparazione mentale e fisica può far segnare la differenza, evitando così di soccombere ad un’aggressione. D’altro canto, trasmettere l’idea di essere in grado di difendersi da qualsiasi attacco evitando il combattimento può sembrare un esercizio di demagogia.
Per questo motivo, l’apprendimento progressivo del combattimento libero è parte integrante del krav maga, ed assume un ruolo centrale nella nostra disciplina: se si eliminasse l’allenamento al combattimento libero, come purtroppo avviene in alcune scuole, significherebbe eliminare, di fatto, uno dei pilastri su cui si fonda la disciplina stessa. Senza ombra di dubbio possiamo affermare che una reale capacità di difesa da situazioni che possono rivelarsi estremamente violente deriva dal progressivo apprendimento di tecniche e tattiche del combattimento libero. Per mezzo di queste tecniche, che non risentono di forme e regole fisse e vincolanti, si affinano i sistemi di difesa più efficaci ed idonei per l’incolumità della propria persona, in un gioco di ruoli che prepara sia fisicamente, sia mentalmente a quello che potrebbe avvenire nella realtà. Il suggerimento della nostra accademia è d’inserire nei vostri allenamenti uno spazio di tempo dedicato al combattimento libero.
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Condivido pienamente!!!.In troppe palestre, ed in varie discipline, si tende a rendere troppo marginale il combattimento libero.Cosa a mio parere sbagliatissima.Innanzi tutto perché si impara prima ad improvvisare…ed ancora piú importante perché si rischia cosí di preparare gli allievi molto bene a livello tecnico ma non a livello psicologico.
Con il risultato che durante uno scontro si resti spiazzati da un colpo ben assestato, che causi dolore, e di perdere cosí istanti preziosi per una pronta ed efficace reazione.Finendo col subire ulteriori attacchi avendo ormai perso la concentrazione.Insegnare quindi in maniera graduale a sopportare uno scontro con tutto ció che ne deriva é fondamentale e BASILARE nelle discipline di lotta.Non siamo fatti di ferro…MA NEANCHE DI VETRO.
In qst campo diciamo che condivido sia la tua idea Cristiano che la linea che porta in evidenza l’articolo tuo Luca,e di certo sono convintissimo che il Combattimento libero sia essenzialmente importante e imprescindibile e avere la possibilità di poterlo apprendere dovrebbe essere un grande punto a favore della scuola che lo insegna perciò quello che posso dire per conto mio è questo,non sono un ferratissimo combattente ma condivido pienamente le vostre linee di pensiero e a tutti quelli che si avvicinano alle arti marziali dubitate delle scuole che non inseriscono nei programmi d’insegnamento il combattimento libero ma si limitano solo alle tecniche o alle forme e quindi la vostra scelta dovrebbe ricadere su quelle palestre che includono nei programmi il combattimento libero…………………..